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La summa dell'attività umana nel Delta del Po è la bonifica dei terreni sommersi, che vanno poi difesi dal ritorno delle acque; è un'attività difficile in cui si cimentarono dapprima etruschi, romani, monaci benedettini, Estensi e Veneziani. Il primo moderno progetto di bonifica fu sviluppato dal Genio Civile di Rovigo per la realizzazione dell'Idrovora di Cà Vendramin.
Per oltre sessant’anni, l'impianto idrovoro fu il principale complesso per la bonifica idraulico-meccanica dell’isola di Ariano; un esempio così eccezionale da essere visitata e studiata anche da tecnici stranieri.
Tra il 1886 e il 1900, si progettarono le attività di risanamento del comprensorio ad opera del Genio Civile di Rovigo ed in particolare dell’ingegnere Antonio Zecchettin di Castelleone, che diresse in prima persona le attività.
L’impianto idrovoro di Ca’ Vendramin fu posizionato in un punto strategico dell’Isola al fine di raccogliere le acque di scolo dell’intero comprensorio e con l’ausilio di due idrovore secondarie, poste più a valle (Argana e Cappellona) scaricare le acque alla foce del Po di Goro.
I lavori di costruzione dell’impianto iniziarono il 7/03/1900 e terminarono nel 1905 e furono ad opera del “Consorzio agli Scoli dell’Isola di Ariano”.
L’idrovora venne ideata per funzionare a vapore, della struttura originaria si possono ancora oggi vedere:
- sala caldaie: originariamente ospitava 10 caldaie del tipo Cornovaglia della casa Langen e Wolf di Milano alimentate a carbone; scaricavano i fumi di combustione attraverso la ciminiera esterna al complesso, alta oltre 60 metri;
- sala macchine: contenete 4 pompe centrifughe “Neville” (capaci di sollevare 3500 l/s la prima coppia cadauna e 2000 l/s la seconda coppia, per una portata complessiva di 11000 l/s di acqua) accoppiate a due motrici a vapore.
In seguito alla prima guerra mondiale e al relativo aumento del costo del carbone, nel 1921 l’impianto venne elettrificato dalla ditta “Ercole Marelli”; fu costruita una sala elettrica con all’interno i trasformatori di energia, furono abbattute 7 caldaie e le restanti potenziate.
Per diversi decenni l’impianto svolse un ottimo lavoro, fungendo da esempio per tutte le idrovore che sorsero in seguito.
Principalmente a causa della subsidenza, la struttura divenne inagibile e nel 1969 cessò la sua attività di bonifica ed iniziò il suo cammino nel diventare uno straordinario esempio di archeologia industriale come museo regionale della Bonifica.
Attualmente si possono visitare:
- i 2 edifici esterni, un tempo deposito carbone/attrezzi ora centro visitatori e punto ristoro;
- l’impianto idrovoro;
- esternamente le vecchie case degli operai.
Oggi Cà Vendramin è un magnifico esempio di archeologia industriale e ospita il Museo regionale della Bonifica. Accoglie anche un centro per convegni e studi, un centro multimediale ed un punto ristoro.
Cà Vendramin è un vero ecomuseo, cioè una struttura inserita in un ambiente che è parte integrante del museo stesso, da visitare per conoscere questa terra unica e strana.
Museo Regionale della Bonifica Ca’ Vendramin
Strada Provinciale n°38 - località: Cà Vendramin
Apertura stagionale: marzo/ottobre
Dal martedì alla domenica
orario: 9.30 –12.30 / 15.00 –18.00
tel. 0426 81219 - Per visite fuori orario tel. 0426 349711
Consorzio di Bonifica Delta del Po
Via Pordenone 6 - 45019 Taglio di Po
Tel. 0426 349711 - FAX 0426 346137
E-MAIL: bonifica@deltapoadige.it
Web: www.deltapoadige.it www.smppolesine.it
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