Comune di Taglio di Po (Ro)

Il Territorio

Localizzazione
Lo stemma
Il territorio
Il Taglio di Porto Viro
La Bonifica
Le Frazioni
Ville e corti
Curiosità
 

LOCALIZZAZIONE

taglio di po.png

Zona: Italia nord orientale

Regione: Veneto

Provincia: Rovigo

Coordinate: 45°0'0''N 12°13'0'E

Altitudine media: -2 m s.l.m.

Area territoriale di appartenenza: pianura, settore fluviale-costiero

Area geografica: Basso Polesine

Estensione territoriale (Km2): 79,05

Denominazione abitanti: Tagliolesi

 

stemma.pngLO STEMMA

 

 

 

 





 

 


Lo stemma araldico del Comune di Taglio di Po sintetizza felicemente passato e presente del territorio deltizio: esso raffigura sullo sfondo a sinistra il gruppo del Monviso ed il leggendario Eridano (antico nome del Po) che tiene fra le mani un otre sgorgante acqua che dà vita al re dei fiumi. In primo piano un vecchio personaggio maschile in piedi sulla destra, Luigi Groto, il Cieco di Adria, indica il punto dove iniziare l'opera del Taglio di Porto Viro. In alto un cartiglio arreca questa iscrizione latina: “Multo animo vidit - Lumine captus erat” (era privo di vista ma riuscì a vedere con il suo acuto intelletto).

IL TERRITORIO

Il territorio di Taglio di Po si trova all'interno del Parco Regionale Veneto del Delta del Po. Fa parte della cosiddetta Isola di Ariano ed è collocato sulla sponda destra del Po di Venezia. Confina a nord con il Po di Venezia, ad est con il Po della Donzella, a sud con il Comune di Ariano nel Polesine e ad ovest con il Comune di Corbola.
Deve fama e nome alla faraonica opera eseguita dalla Serenissima all'inizio del XVII secolo di deviazione del corso del Po con lo scavo di un canale, il “taglio”, da Porto Viro alla Sacca di Goro. Il nuovo canale, denominato Po di Venezia, diviene anche il confine tra la Repubblica Veneta e lo Stato Pontificio.
I primi abitanti che si stabiliscono nella zona di Taglio di Po, attorno al 1630, sono veneti e praticano la pesca, la caccia, la pastorizia e la raccolta delle erbe palustri. Tra il XVII e il XIX secolo lungo le sponde del Grande Fiume gli aristocratici veneziani fecero costruire le loro ville ma l'agglomerato come tale si costituisce tra 1748 e 1750 e bisognerà attendere ancora un secolo per vedere le prime costruzioni stabili.
Dopo la caduta della Serenissima passa sotto la Repubblica Cisalpina e la popolazione si ribella all'incorporazione nella provincia di Ferrara.
Nel 1798 ne venne riconosciuta la municipalità con il nome definitivo di “Taglio di Po”. Nel 1815, col Trattato di Vienna, il comune passò sotto il Regno Lombardo Veneto, sotto il dominio austriaco ed incorporato nel distretto di Ariano. Considerato esclusivamente terra di confine viene bloccato ogni suo sviluppo sia agricolo che demografico. Nel 1851 entrò a far pare della provincia di Rovigo rimanendovi anche dopo la liberazione del Veneto e l'annessione al Regno d'Italia nel 1866.
In questi anni iniziarono le bonifiche per risanare il territorio e per migliorare le condizioni di vita e le abitazioni ancora in gran parte di canna. Nel 1871 il nuovo borgo inizia ad essere una realtà.
Nel 1872, a dieci anni dalla posa della prima pietra, fu aperta al culto la Chiesa Parrocchiale di San Francesco d'Assisi. Negli anni successivi si tentò la costruzione di un campanile (il campanile è stato ultimato solo nel 1969).
Nel 1882 venne costruito l'edificio principale, prima destinato a scuole elementari e successivamente a Municipio (demolito nel 1996 e sostituito con una nuova struttura.
Nel Novecento si segnala una ripresa, grazie alle risaie e all'impulso all'agricoltura. Fondamentale le opere di ingegneria idraulica come l'Idrovora di Cà Vendramin.
Il territorio di Taglio di Po risulta particolarmente apprezzabile per la presenza di testimonianze di architettura rurale (ricordiamo tra le altre Cà Borini, Cà Nani, Cà Zen e Cà Vendramin) nonché industriale (Museo Regionale della Bonifica Cà Vendramin) degni di essere visitati.

IL TAGLIO DI PORTO VIRO

L'assetto idrografico attuale del Delta è il risultato di un'impresa voluta dalle istituzioni veneziane alla fine del Cinquecento. Il Senato veneziano intervenne per indirizzare la crescita dei terreni verso sud-est piuttosto che verso nord, dove le torbide del fiume si immettevano ponendo in pericolo la Laguna Veneta. Non solo per prevenire l'interramento della laguna ma probabilmente anche per ostacolare l'espansione dei porti ferraresi, la Serenissima realizzò tra il 1600 e il 1604 il “Taglio di Porto Viro”, una maestosa opera idraulica con la quale venne deviato il corso del Grande Fiume.
Fu l'evento, del tutto antropico, che sommato alle naturali tendenze evolutive ambientali, risultò responsabile della moderna morfologia del Delta del Po. Si può quindi affermare che le aree formatesi in seguito al taglio di Porto Viro, negli ultimi 400 anni, sono il territorio più giovane d'Italia.
Celebrazioni durante la seconda settimana del mese di settembre rievocano con il Palio d'la Cariola la grandiosa opera e l'origine del Delta moderno avvenuta il 16 settembre 1604.

L'importanza della bonifica nell'Isola di Ariano è ovviamente molto sentita, visto che gli assetti attuali del territorio e del Delta del Po nel loro complesso derivano da un'opera di ingegneria idraulica imponente come il taglio di Porto Viro del 1604.
La storia della bonifica si intreccia con quella delle genti del Delta, poiché il territorio ha da sempre presentato problemi idraulici per la presenza dei grandi fiumi, che hanno caratterizzato l'ambiente obbligando l'uomo a misurarsi quotidianamente con gli agenti atmosferici, cercando di stabilirsi nei luoghi sicuri.

LA BONIFICA

La conquista delle terre dal dominio delle acque è stata costante, instancabile, senza tregua, perchè pochi erano i mezzi a disposizione delle comunità per regimare il corso dei fiumi. Per secoli, infatti, fino all'avvento della macchina industriale, protagoniste dell'azione della bonifica furono le braccia dell'uomo per uso dei badili, pale, carriole, lettighe.
Da segnalare il Museo Regionale della Bonifica Cà Vendramin, esempio di archeologia industriale e testimone dell'importanza della bonifica meccanica per l'Isola di Ariano.
Dal 1990 Taglio di Po ospita la sede del Consorzio di Bonifica Delta del Po, corrispondente all'originario Consorzio di Bonifica Delta Po Adige.
Ente di diritto pubblico, il suo comprensorio costituisce quella parte dell’area delle province di Rovigo e Venezia comprese tra il fiume Brenta a Nord, il Po di Goro a Sud, il Po di Venezia, il Po di Levante, il Po di Brondolo ed il Canale di Valle ad Ovest, il Mare Adriatico ad est.
Esso si estende su una superficie di 53.699 ettari, nelle province di Rovigo e Venezia. Comprende, per intero o in parte, la giurisdizione di n. 8 comuni (tra parentesi è indicata la % di territorio comunale ricadente nel comprensorio), dei quali: 1 in provincia di Venezia, ettari 2.462, Chioggia (13,31%), e 7 in quella di Rovigo, ettari 51.237, Ariano Polesine (89,99%), Corbola (84,45%), Loreo (0,73%), Porto Tolle (77,72%), Porto Viro (84,89%), Rosolina (84,47%), Taglio di Po (89,50%).
Oggi il Consorzio di Bonifica delta del Po garantisce la sua presenza sul territorio attraverso un'attenta e quotidiana opera di salvaguardia del sistema della bonifica, un capillare servizio per l'irrigazione e l'attività di manutenzione costante sui bacini vallivo-lagunari.

LE FRAZIONI

Taglio di Po comprende le frazioni di Mazzorno Destro e Zona Marina ed innumerevoli località quali Borgo Mosca, Cà Visentin, Cà Zen, Cornera, Cà Vendramin, Cà Lattis, Cà Papadopoli, Bibia, Gorino Sullam, Pisana, Polesinello.

 MAZZORNO DESTRO

Mazzorno destro



La più antica frazione di Taglio di Po, che si formò in seguito all'interramento della Laguna Adriana e di conseguenza anche la prima ad essere insediata.
Riconoscibile dall'alta punta del campanile e ingresso occidentale nel territorio comunale di Taglio di Po, è posto esattamente di fronte alla località adriese di Mazzorno Sinistro.
Il centro risulta popolato fin dal XVI secolo e la chiesa fu fatta costruire nel 1523 dalla famiglia Quirini, primi signori veneziani ad avere la titolarità dei territori. Il tempio, inizialmente dedicato ai Santi Giorgio, Pietro e Stefano, è ora intitolato al patrono locale, San Gaetano (celebrazioni il 7 agosto), e a quello d'Italia San Francesco.
Il primo borgo che si incontra entrando da ovest nel comune di Taglio di Po è quello di Mazzorno Destro che conta circa 200 abitanti.
Adagiato sull’argine destro del Grande Fiume, il piccolo paese conta  la presenza di alcune ville storiche di buona rilevanza architettonica ottocentesca (forse) che sono state anche scenario di film italiani molto famosi.
Recentemente, a Cà Puli Bonafè, sono state girate alcune scene di “La prima Linea” con  V.Mezzogiorno e R.Scamarcio mentre villa  Bellini” (non mi viene il nome giusto) ha aperto le porte per “Sangue Pazzo” con Luca Zingaretti e Monica Bellucci
Nel passato, invece, un’altra diva che recitò in questa zona fu Claudia Cardinale protagonista di “La donna delle meraviglie” di Alberto Bevilacqua (1985).
Oltre alle ville è presente una graziosa piazza con particolare fontana contenente una statua della Madonna con l’iscrizione “Ave Maria”. Il tutto è  dominato da una quercia pluricentenaria situata davanti la piccola e decorata chiesa dei Santi Francesco e Gaetano.
Nel cimitero della frazione è presente, invece, una misteriosa ed affascinante tomba francescana datata circa inizio 1800 e ritrovata qualche anno fa durante i lavori di ristrutturazione del camposanto.
Il sepolcro è custodito dentro una teca, si presenta con poche decorazioni ma possiede elementi interessanti e misteriosi rappresentati, ad esempio, dalla posizione della tomba perfettamente perpendicolare alla chiesa, dalla presenza di 2 monaci anziché uno all’interno (magari deceduti a causa di qualche malattia particolare? ) e l’ordine religioso cistercense dei defunti anziché francescano. Quest’ultimo era quello presente in zona.
Ciò fa ipotizzare e suggestionare che fossero 2 stranieri capitati per caso nella campagna deltizia strappata al mare e resa coltivabile.
L’agricoltura,infatti, è stata nei decenni la prioritaria  fonte di reddito della zona, seguita dalla pesca.
Quest’ultima, ora, si può praticare nell’accogliente attracco posizionato all’interno della zona golenale che comprende anche un parco giochi e panchine coperte dove consumare un pic-nic nella pace e nella tranquillità che solo questi piccoli centri possono dare. 

 

CA' ZEN 

Tenuta di Ca' Zen


La località prende il nome da Cà Zen, una bella villa dove la nobile famiglia veneziana degli Zen si occupava del controllo dei vasti latifondi di sua proprietà. La deliziosa villa è oggi un elegante Bed&Breakfast.
Nella verdissima Golena di Cà Zen è presente una garzaia, ideale per la nidificazione di diverse specie dell'avifauna e facilmente osservabile in quanto localizzata in prossimità di una strada arginale percorribile e poco distante dal centro abitato. Si tratta di una garzaia situata presso la sponda destra del Po di Venezia, all'interno di una stretta golena fluviale. Si sviluppa su un substrato discontinuo dove specchi d'acqua a carattere temporaneo si alternano a superfici prative di idrofite con arbusti come Sambuco e Indaco bastardo e formazioni boschive fitte di Salice. Questa garzaia è presente almeno dal 1998, anno in cui si insediò la Nitticora. La popolazione di Ardeidi che costituisce il nucleo di nidificanti della garzaia è oggi composta da Airone cenerino, Garzetta, Nitticora, Airone guardabuoi e Sgarza ciuffetto.

 

CA' VENDRAMIN                                    

Ca' Vendramin

Via del Campo, strada che collega il Po della Donzella con il Po di Goro, attraversa quello che era il centro abitato di Cà Vendramin. Lungo questa via, bella ed austera, si può ammirare la casa padronale. La tenuta di Cà Vendramin si trova dove dal Po di Venezia si diparte il Po della Donzella. Parte dei rustici della tenuta sono oggi un accogliente Agriturismo.

 

 ZONA MARINA


Ostello rifugio Parco Delta del Po Casone Golena

Tutta la parte orientale del comune situata ad est di Cà Vendramin, chiamata Zona Marina, può considerarsi terra strappata al mare. Inizia a formarsi con il continuo apporto di detriti da parte del fiume in seguito al taglio di Porto Viro. Il territorio viene poi bonificato, reso stabile e produttivo grazie alle trasformazioni e agli interventi di bonifica e alla Riforma Agraria. Da queste opere nel territorio sorgono e si sviluppano una serie di piccoli centri abitati che prendono il nome dai primi proprietari terrieri insediatisi (nobili famiglie): Cà Vendramin, Pisana, Cà Papadopoli, Cà Lattis e Gorino Sullam oppure da caratteristiche ambientali o del terreno come Polesinello, Polesinino o Oca Marina.

GORINO SULLAM (SAN ROCCO)


Celebrazione del patrono a Gorino Sullam Celebrazione del patrono a Gorino Sullam Celebrazione del patrono a Gorino Sullam Ponte di Chiatte Golena Ca' Pisani Biliancione

Per conoscere fino in fondo il Delta del Po bisogna percorrere almeno una delle sue numerose “vie d'acqua”. Un'escursione in barca nelle lagune o lungo i suoi rami fino a raggiungere la foce, consentirà di scoprire le magiche atmosfere dell'incontro tra il fiume e il mare. Giunti alla foce il paesaggio si allarga e gli argini del fiume lasciano spazio ad un vasto canneto che si estende tra i rami del Po di Gnocca e del Po di Goro.

Una volta giunti alla località di Gorino Sullam, l'ultimo centro abitato lungo il Po di Gnocca, si può osservare un caratteristico ponte in chiatte che lo collega a Santa Giulia, frazione del Comune di Porto Tolle. Il ponte da diversi decenni rappresenta non solo un un'importante ed indispensabile infrastruttura per i collegamenti fra l'Isola di Donzella e l'Isola di Ariano ma altresì un elemento fortemente connotante del territorio.

VILLE E CORTI

A partire dal Cinquecento in tutto il Polesine la nobiltà veneziana investe sempre più nell'economia rurale, penetrando gradualmente nell'entroterra. Da questo impulso iniziano a sorgere successivamente in tutto il territorio numerose corti agricole, spesso collegate alla città lagunare dalle vie d'acqua, una fitta rete di canali e fiumi. Le caratteristiche climatiche sfavorevoli del territorio hanno per lo più messo in secondo piano la funzione di villeggiatura rivestita altrove dalle residenze principali, a favore di quelle di simbolica rappresentatività della proprietà o derivanti dalle esigenze legate alla direzione dell'azienda agricola.

 

Cà Borini, Casellati

Ca' Borini Ca' Borini Ca' Borini

 (Mazzorno Destro): presenta quale edificio principale un rustico; la sua funzione era prevalentemente agraria. L'edificio potrebbe risalire al primo Seicento.

 Cà Puli, Bonafè

(Mazzorno Destro): presenta nell'edificio residenziale l'utilizzo di alcuni caratteri tipici dell'architettura veneziana di terraferma all'interno di uno schema proprio dell'architettura rurale del Delta del Po.

 Cà Zen, Avanzo

Ca' Zen Ca' Zen

 (omonima località): la casa, con il suo timpano centrale, si riferisce a un modello veneto del Settecento e si arricchisce, nell'Ottocento, di due ali laterali.

 Cà Nani, Bovolenta

Ca' Nani Bovolenta Ca' Nani Bovolenta Ca' Nani Bovolenta

 (Cà Zen): la casa è caratterizzata dal singolare fastigio nelle due facciate che riconduce la costruzione dell'edificio al '700.

 Cà Vendramin


Ca' Vendramin

 (omonima località): originariamente appartiene alla famiglia Vendramin, ma già alla fine del XVIII secolo è dei Cappello. La casa dominicale, pur presentando caratteri ottocenteschi, potrebbe essere stata adibita nel Settecento a casino di caccia.

 Cà Papadopoli, De Marchi

Ca' Papadopoli

(omonima località): la villa viene fatta costruire nel XIX secolo dalla famiglia Papadopoli.

 

CURIOSITA’

PONTI E COLLEGAMENTI

Nel 1914 Taglio di Po fu unito a Contarina con un ponte di ferro sul Po demolito nel 1982. Il ponte che oggi lo sostituisce, sulla Strada Statale Romea, è stato costruito nel 1971.

CIPPI E LINEE DI CONFINE

L'antica linea di confine fra la Serenissima e lo Stato Pontificio è ricordata da Via Pilastri che costeggia lo Scolo Veneto. Il nome della via deriva da una serie di cippi confinari che partivano dal mare e arrivavano fino a Corbola, recanti gli stemmi delle due potenze.

 45° PARALLELO

Cos'ha in comune Taglio di Po con l’Isola di Krk (Croazia), Torino (Italia), Bordeaux (Francia), Ottawa (Canada), Minneapolis e Portland (Stati Uniti), Hokkaido (Giappone), Harbin (Cina) e Krasnodar (Russia)?
Tutte si trovano sul 45 parallelo o sul 45 grado di latitudine settentrionale.

Il 45° parallelo segnala la latitudine e si trova in un punto equidistante fra il Polo Nord e l'Equatore: 5000 chilometri esatti da entrambi i punti.

GORGO DI CA' NUNZIATELLA

Piccolo specchio d'acqua posto a lato della strada che collega il centro del paese con Piano di Rivà, frazione del Comune di Ariano nel Polesine, ubicato nei pressi della Via Romea Vecchia. Il termine "gorgo" indica una cavità occupata da un tranquillo specchio d’acqua la cui origine è da ricondursi all’azione delle piene in presenza di un ostacolo quale un argine, un antico corso fluviale rilevato o un corpo di duna. Per effetto dell’onda di piena, l’ostacolo può rompersi dando origine, a causa del movimento turbolento dell’acqua, a depressioni di forma ellittica o circolare.